18 novembre 2025

Il carciofo tra tradizione e innovazione: la visione di Nunhems per un mercato che cambia

Il carciofo è parte integrante della nostra identità agricola e gastronomica. Oggi però il settore vive una trasformazione profonda, tra superfici in calo, nuove abitudini di consumo e la necessità di varietà più performanti. Nunhems lavora proprio su questo fronte: ricerca, innovazione e supporto tecnico per ridare valore a un ortaggio che continua a essere un simbolo della tradizione e un protagonista anche nelle tavole delle feste.

Un settore che cambia: il carciofo tra identità e nuove sfide

Simbolo della biodiversità italiana e ingrediente che, molto apprezzato, attraversa le cucine regionali da secoli, il carciofo sta entrando in una fase che richiede attenzione e nuove soluzioni.

Al Summit Carciofo 2024 è emerso un dato inequivocabile: negli ultimi dieci anni, la superficie dedicata alla coltivazione del carciofo è diminuita drasticamente, passando da circa 33.000 ettari nel 2015 a poco meno di 25.000 nel 2024. Di conseguenza, anche il consumo di carciofi, sia in termini di quantità che di valore economico, ha subito una significativa battuta d’arresto.

Un contesto che potrebbe scoraggiare, e invece sta generando nuove riflessioni lungo tutta la filiera: tecnici, produttori e aziende stanno cercando strade per rilanciare una coltura che ha ancora molto da raccontare.
Tra gli strumenti più promettenti ci sono gli ibridi Nunhems, pensati per garantire resa, qualità e uniformità, offrendo ai produttori la possibilità di lavorare con una maggiore stabilità agronomica. E nonostante le difficoltà del mercato, il legame culturale resta fortissimo: nel Centro-Sud, ad esempio, il carciofo è un protagonista irrinunciabile del pranzo di Natale, segno di quanto la tradizione continui a tener vivo il valore di questo ortaggio.

Il Summit Carciofo 2024: comprendere il presente per immaginare il domani

Per interpretare al meglio questi cambiamenti, Nunhems ha riunito produttori, commercianti e trasformatori a Lucera per un confronto aperto sul futuro del comparto.
L’Italia continua a essere il principale produttore mondiale di carciofi, ma il consumo interno non segue lo stesso passo. L’aumento dei costi lungo la filiera, la concorrenza internazionale e l’evoluzione delle abitudini di acquisto impongono una riflessione più ampia.

In questo scenario, serve un cambio di passo: più efficienza, varietà capaci di adattarsi alle nuove condizioni climatiche, una maggiore attenzione alla qualità percepita dal consumatore e alla sostenibilità della coltivazione.

Sfide e opportunità: uno sguardo concreto sulla filiera italiana

La produzione italiana si concentra soprattutto in Puglia, Sardegna, Sicilia e Lazio, con un mosaico di realtà produttive che oggi affrontano criticità sempre più frequenti. In molte aree del Sud, la disponibilità idrica rappresenta una sfida quotidiana, mentre la pressione competitiva di Paesi come Tunisia ed Egitto è sempre più forte sul piano commerciale.

Eppure, nonostante questo quadro complesso, emergono nuove opportunità:

  • l’adozione di tecniche agronomiche più sostenibili
  • la possibilità di raccolta meccanizzata
  • varietà capaci di garantire maggiore uniformità
  • una crescente attenzione verso la qualità e la trasformazione

Nonostante il prezzo medio in aumento ne limiti l’accessibilità, al tempo stesso rende ancora più evidente l’importanza di offrire un prodotto stabile, riconoscibile e di alto valore aggiunto.

L’innovazione Nunhems: varietà che guardano avanti

Nunhems non si limita ad accettare le sfide: le affronta con determinazione, trasformando le difficoltà in azioni concrete e soluzioni innovative.

Questa riformulazione sottolinea sia la capacità di reagire che quella di agire in modo risolutivo, valorizzando l’impegno dell’azienda nel contesto descritto.

L’attività di ricerca di Nunhems ha portato allo sviluppo di varietà ibride capaci di rispondere alle esigenze attuali della filiera come per Madrigal – un riferimento per l’industria della trasformazione e Opera F1 – apprezzata dal mercato fresco per qualità interna e shelf-life.

Madrigal F1
Opera F1

La ricerca, guidata con passione e competenza da professionisti come Maite Peiro Rodriguez, si concentra su diversi aspetti fondamentali: dalla precocità delle varietà, che permette di anticipare i tempi di raccolta, alla stabilità produttiva che garantisce costanza nei risultati stagione dopo stagione. Non meno importante è il tema della maschiosterilità, che facilita la produzione di ibridi di qualità, così come l’attenzione alla qualità interna del prodotto e all’adattabilità alla raccolta meccanica, elementi ormai imprescindibili per chi vuole restare al passo coi tempi. Questo percorso di innovazione non è fine a se stesso, ma mira a rendere la coltivazione del carciofo sempre più competitiva e sostenibile, portando benefici concreti a tutti gli attori della filiera, dal campo alla tavola.

Formazione e divulgazione: un supporto costante

Nunhems investe anche nella divulgazione tecnica: workshop, seminari, contenuti video e testimonianze dal campo aiutano produttori e tecnici a fare scelte più consapevoli.
Sul canale YouTube, ad esempio, trovano spazio approfondimenti su tecniche di coltivazione, vantaggi economici dell’ibrido e confronti diretti con chi lavora ogni giorno sul campo.

Strumenti semplici, concreti e sempre aggiornati!

Le leve fondamentali per valorizzare il carciofo: innovazione varietale e collaborazione

Dunque, il settore del carciofo sta affrontando un passaggio delicato, ma non privo di possibilità. La ricerca, l’innovazione varietale e la collaborazione tra gli attori della filiera restano leve fondamentali per valorizzare una coltura che appartiene profondamente alla nostra tradizione.

Ed è proprio con questo spirito che, a fine novembre, abbiamo riunito produttori, tecnici e partner della filiera per una giornata interamente dedicata a osservare da vicino il potenziale dell’ibrido e discutere il futuro del carciofo: il Cilentus Day.

Nel focus che segue, raccontiamo l’evento attraverso le voci dei protagonisti e l’esperienza vissuta in campo.

Cilentus Day

Cilentus Day: un successo oltre le aspettative per il futuro del carciofo

Dopo aver tracciato il quadro attuale del mondo del carciofo e aver raccontato quanto tradizione, consumo e innovazione stiano ridisegnando questo mercato, è arrivato il momento di volgere lo sguardo su un appuntamento che ha saputo trasformare numeri, proiezioni e prospettive in un confronto vivo, concreto, partecipato. Il Cilentus Day, tenutosi il 27 novembre 2025 a Ordona (FG), non è stato semplicemente l’occasione per presentare una nuova varietà ma, in modo evidente già dalle prime ore, una dichiarazione collettiva di interesse verso il futuro del carciofo.

L’idea iniziale era presentare Cilentus, la nuova varietà romanesca introdotta lo scorso anno. Ma già all’arrivo dei partecipanti era chiaro che la giornata avrebbe avuto un respiro più ampio.
Oltre quattrocento professionisti hanno raggiunto l’azienda Cericola Corporate, trasformando l’evento in un vero punto di ritrovo per produttori, tecnici, trasformatori e operatori commerciali da quasi tutte le regioni italiane.

A guidare i lavori è stato Giovanni Orioli, Account Manager carciofo e colture industriali per l’Italia Continentale, con un’impostazione lucida e diretta: non solo mostrare una varietà, ma dare voce a un comparto che vuole tornare protagonista.

Perché il mercato ha bisogno dell’ibrido

Uno dei temi più discussi è stato il rapporto, non sempre facile, tra abitudini alimentari e carciofo fresco. In particolare, Orioli ha sottolineato come l’ortaggio “fatichi a trovare spazio” nelle cucine contemporanee: la fase di pulizia “dissuade”, il consumo varia notevolmente tra le diverse aree del Paese mentre il prodotto industriale sta guadagnando terreno.

In questo scenario complesso, l’ibrido assume un valore chiave: più produttività, maggiore uniformità, qualità costante, resa superiore. Vantaggi che non si fermano al campo, ma arrivano fino alla sostenibilità economica dell’azienda agricola.

Una mostra pomologica che racconta il lavoro del breeding

Il Cilentus Day si è aperto con un percorso tra quasi tutte le varietà presenti nel catalogo Nunhems. Non certo una semplice esposizione, ma uno sguardo da vicino sul lavoro di selezione, arricchito dalla presentazione di due linee sperimentali nella tipologia violetto (Nun 9026 e Nun 9037), ancora in fase di valutazione.

La panoramica proposta da Orioli sulla situazione produttiva italiana ha evidenziato un dato netto: negli ultimi vent’anni le superfici coltivate si sono ridotte drasticamente, con un’ulteriore contrazione prevista per il 2025 a causa della scarsità d’acqua. Un dato che pesa, soprattutto nelle regioni cardine del settore — Puglia, Sardegna, Sicilia e Lazio.

All’interno di una classificazione ormai storica — violetto, romanesco, verde — Cilentus si inserisce come una novità capace di arricchire il segmento romanesco al fianco di Atenea e Artemisa.

Nel violetto, varietà come Capriccio, Opal e Opera restano riferimenti consolidati; nel verde, performano Madrigal, Green Queen e Green Triumph.
Un mosaico che conferma la volontà di BASF | Nunhems di offrire una gamma completa, utile sia al mercato fresco sia all’industria.

Cericola corporate: un’azienda che racconta il futuro

La scelta della location non è stata casuale. L’azienda Cericola Corporate, fondata da Michele Cericola e oggi guidata anche dalla seconda generazione (Ivana e Valerio), rappresenta una realtà agricola moderna, organizzata e dinamica.
Con 300 ettari di orticole — 100 dei quali dedicati al carciofo — e una gestione interna anche della fase di condizionamento e commercializzazione, l’azienda incarna una filiera che cresce integrando innovazione, strutturazione e visione commerciale.

Come ci si aspettava, la parte più attesa della giornata è stata la visita tecnica.
Tra filari ordinati e piante in piena espressione, i partecipanti hanno potuto osservare in campo il comportamento delle varietà, confrontarsi con l’agronomo dell’azienda e discutere insieme scelte colturali, tecniche di lavorazione, uniformità dei capolini.

È stato un momento prezioso, pratico e molto partecipato: la conferma che, per chi produce, il valore dell’innovazione si misura sul campo molto più che sulle slide

Da sinistra: Ivana Cericola, Michele Cericola, Valerio Cericola, William Cavalieri

Le voci della giornata: visione, filiera e condivisione

Il momento istituzionale è stato arricchito dagli interventi di alcune figure chiave, ciascuna portavoce di una prospettiva unica e complementare.

Michele Cericola ha condiviso con passione il percorso della sua azienda, raccontando come tradizione e innovazione possano convivere e alimentarsi a vicenda. William Cavalieri, Country Sales Manager Italy, ha invece aperto una finestra sulla visione di BASF | Nunhems, evidenziando il ruolo cruciale della ricerca genetica per il futuro della filiera. Giuseppe Rosa, Market Developer BASF per la protezione delle colture, ha sottolineato l’importanza della sinergia tra genetica, difesa e strumenti digitali, mentre il sindaco di Polignano, Vito Carrieri, è intervenuto su invito della famiglia Cericola, portando il saluto delle istituzioni locali e rimarcando il valore che realtà come questa rappresentano per il territorio.

Questi contributi, diversi ma intrecciati, hanno dato vita a un dialogo autentico e costruttivo, mettendo in luce quanto la filiera del carciofo sia ancora capace di rinnovarsi, a patto di continuare a investire in innovazione e collaborazione.

In un clima di ascolto e condivisione, è emersa la consapevolezza che il futuro del settore si costruisce insieme, giorno dopo giorno, con il coraggio di sperimentare e la volontà di crescere.

Un mosaico di punti di vista che ha messo al centro un messaggio chiaro: la filiera del carciofo ha ancora molto da dire, e lo può fare solo investendo su innovazione e cooperazione.

Guarda il video con le interviste!

Il Cilentus Day: un segnale forte per tutta la filiera

Il Cilentus Day si è chiuso con un’energia positiva, fatta di curiosità, confronto e volontà di dare forma a un nuovo capitolo per il carciofo italiano.

Come ha sintetizzato Orioli, il successo dell’iniziativa dimostra che — nonostante le difficoltà legate a clima, superfici e consumi — il comparto resta vivo, reattivo e pronto a raccogliere la sfida dell’ibrido. Si può affermar con certezza che Cilentus, insieme al lavoro di ricerca e alla collaborazione con aziende come Cericola Corporate, rappresenta un tassello importante di questo percorso.
Un percorso che BASF | Nunhems ha scelto di accompagnare con una presenza costante e con la volontà di continuare a innovare.

Ultimo aggiornamento18 novembre 2025