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18 ottobre 2022
Italia

Il Cetriolo: la natura veste croccante

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Giulia Chiara Blanco
Giulia Chiara Blanco
Sales Specialist Carota e Porro Nord Italia
Lo ha scritto Romain Gary: nella vita essere all'altezza delle aspettative è una guerra, ma ci vuole poco per trovare la pace. Basta anche un cetriolo. 😊

Il Cetriolo: il gusto della vita

Lo ha scritto Romain Gary: nella vita essere all'altezza delle aspettative è una guerra, ma ci vuole poco per trovare la pace. Basta anche un cetriolo. 😊

Nel suo romanzo più iconico, “La promessa dell'alba”, lo scrittore francese di origine lituana, descrive la sua battaglia senza fine per essere all’altezza delle aspettative che la sua ingombrante madre aveva riposto su di lui.

Dopo una lunga serie di pagine in cui l’Autore elenca gli insuccessi della sua vita, ad un certo punto del romanzo, sente il dovere di fare una precisazione; nel timore che il lettore creda che lui sia stato un uomo infelice, scrive così: "Sarebbe un grave errore [crederlo], perché nella mia vita ho trovato e trovo ancora dei momenti di felicità inaudita. Fin da piccolo, per esempio, ho sempre amato con tutto me stesso i cetrioli sotto sale". Chi ha assaggiato questo tipo di cetriolo o lo ha odiato o non ne può più fare a meno, e può quindi comprendere le parole di Gary. 

"Ne ho sempre trovati ovunque: spesso mi compro un libro, mi siedo da qualche parte al sole, davanti alla scogliera o poco importa dove, su uno scalino o su un banchetto, morsico il mio cetriolo ed eccomi completamente felice".

E allora cosa aspettate a saperne di più sul cetriolo?

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Il Cetriolo e il suo sapore medio-orientale: una storia controversa

Secondo i dati forniti dalla storiografia tradizionale, si pensava che il cetriolo fosse diffuso in Medio Oriente fin dall’epoca biblica. In Numeri 11:5 si legge, infatti, che i figli di Israele nel deserto, anche se nutriti da Dio con la manna, rimpiangevano proprio i qishuim, termine che fu per lo più tradotto come “cetrioli”.

In realtà, le analisi comparate sul fronte iconografico, linguistico e perfino archeologico, unite alle analisi del DNA dei semi fossili ritrovati nelle tombe, hanno fatto crollare l’identikit attribuito al cetriolo per tracciare quello di un altro ortaggio, il Cucumis chate, detto anche Cucumis melo: il melone, insomma.

Per la precisione, si tratterebbe della varietà detta “serpente” caratterizzata da una particolare forma allungata, sottile e leggermente ricurva, ricoperta da una tenera lanugine che sparisce prima che l’ortaggio sia maturo.

Soprattutto i semi ritrovati, hanno confermato agli archeologi che si trattava di melone e non di cetriolo che, finora, a guardarci bene, non ha lasciato testimonianza di sé nell’antichità.

Sembra dunque che si debba attendere il 500 d.C., dunque l’alto Medioevo, per ritrovare i cetrioli così come li intendiamo oggi. È proprio in questi anni che si affaccia sulle terre del Mediterraneo il Cucumis sativus che avrà una grande diffusione, fino alle regioni del nord, dove addirittura riuscirà a soppiantare il melone “serpente” caduto in disgrazia proprio dopo l’arrivo del cetriolo dall’India. Sembra che le prime varietà dell’ortaggio, siano giunte dall’India e fossero più piccole rispetto a quelle odierne, piene di semi e piuttosto amare. 

Nella nostra penisola, il cetriolo avrà un grande successo più tardi, a partire dal ‘300, nel basso Medioevo, successo attestato dalle testimonianze iconografiche. In particolare, la prima rappresentazione conosciuta in Occidente è del XIV secolo, nel Tractatus de Herbis, lo straordinario manoscritto proveniente dall’Italia del sud; mentre negli erbari continua una confusione terribilmente ingannevole tra melone, addirittura cocomero e cetriolo.

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La “Rivoluzione del cetriolo”

La vera rivoluzione per il cetriolo avvenne nella metà del Cinquecento, dopo circa un secolo dal suo arrivo nell’Europa nordorientale, quando Tartari e Turchi introdussero la conservazione per lacto-fermentazione capovolgendo le sorti di questo, che potremmo definire, con un termine molto attuale, un underdog tra gli ortaggi. 

Proprio grazie alla lacto-fermentazione, i cetrioli divennero presto il simbolo della cucina ebraica dell’Europa orientale tanto che, dalla fine dell’Ottocento, emigreranno in America insieme agli ebrei. Qui, in particolare, proprio i cetriolini fermentati, venivano portati sui carretti direttamente di casa in casa, poi alle prime nascenti botteghe dei quartieri ebraici di New York: dunque una preziosa risorsa invernale nonché una buona fonte di reddito.

Insomma, la storia del cetriolo è davvero intrigante, proprio come il suo gusto! 

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Da Israele un cetriolo di eccellenza

Ma a proposito di successo, tra le varietà più diffuse al mondo, ce n’è una che si distingue per la buccia così sottile che non serve nemmeno eliminarla. Si tratta del cetriolo Beit Alpha estremamente digeribile, dalla polpa dolce e succosa, nato negli anni Trenta nelle terre e nei laboratori del kibbutz da cui prende il nome. Il merito va tutto all’ingegno di una signora speciale, Hanka Lazarson, membro della comunità di immigrati polacchi che nel 1922 fondarono la fattoria collettiva nella Valle di Jezreel.

Il successo del Beit Alpha è giunto dopo un processo di selezione durato anni, durante il quale la Lazarson riesce ad ottenere un ortaggio eccellente sotto tutti i profili: una vera icona tra le colture israeliane, nonché uno dei pilastri della cucina locale, perfetto per le insalate o le salamoie ed esportato in tutto il mondo.

Che hamburger è senza cetriolo? I due cetriolini più famosi al mondo!

Ma vogliamo parlare della moda che ormai perdura da decenni di aggiungere due fette di cetriolo nell’Hamburger

Compiamo un salto spazio-temporale e approdiamo negli Stati Uniti negli anni ’50.

Tutti ricorderemo di aver scoperto, nella storia dell’hamburger, il contributo fondamentale di Ray Kroc. Questo signore che, ormai ultracinquantenne, dopo una mediocre carriera di rappresentante, è riuscito a trasformare un ristorante di San Bernardino di proprietà dei due fratelli McDonald, nella catena di ristorazione più grande al mondo.

È del 1955 l’inaugurazione del primo McDonald’s a Des Plaines, nell’Illinois: i primi hamburger vennero venduti a 15 centesimi! La ricetta? Quella che rimase intatta per decenni: hamburger di carne bovina, ketchup, senape, cipolla, tutti ben custoditi dal panino, con l’aggiunta del cetriolo di rito.

Pensate che nel 1958, McDonald’s ebbe l’ardire di togliere il cetriolo dall’hamburger, ma fu sufficiente un anno per capire che non era più lo stesso panino. Infatti, solo un anno dopo, più precisamente nell’agosto del 1959, il cetriolo riconquistò il suo posto d’onore e nessuno si sognò più di toglierlo. Al di là dei gusti personali, chiunque desidera sapere che quel cetriolo c’è, poi magari lo toglie, ma quel cetriolo della tradizione deve essere dentro al panino.

Il cetriolo, non solo gustoso: un croccante morso di salute!

Proprio dal Rinascimento con i primi studi scientifici sul cetriolo, sono emersi i primi segnali di quanto potesse essere un ottimo alleato per la salute dell’organismo.

Abbiamo tante volte sentito parlare di rimedi a base di cetriolo, ma come mai è così prezioso? Quali proprietà custodisce?

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Il cetriolo di Nunhems

Nunhems, azienda leader del mercato, propone ormai da molti anni prodotti e concetti innovativi, creando valore aggiunto per tutti i componenti della filiera orticola, dai produttori ai consumatori. La base del successo di Nunhems è la proficua collaborazione tra i Crop Team specializzati, con i clienti e i partners.

Per quanto riguarda il cetriolo, le varietà come Infinity, Hi Power (compact), Kasja, Director, Contador, Veolla, Elanor (Silor), Renoir, Orzu & Beesan e Bosco sono esempi di affermazione consolidata sul mercato per la varietà di cetriolo Nunhems.

Un vero successo, tanto che il team di Sales specialists Nunhems del cetriolo è presente a livello globale in tutti i mercati chiave, con una vasta rete e know-how in cui si concentrano tradizione, innovazione e qualità.

Nunhems vanta un assortimento veramente ricco per varietà e qualità, ognuna con i rispettivi punti di forza. Scopri di più nel nostro catalogo online.

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Prima di tutto è presente in quantità rilevante, una sostanza importantissima, l’Acido tartarico. Ma perché questa componente è così importante?  L’Acido tartarico ha il superpotere di impedire ai carboidrati dei prodotti alimentari ingeriti, di trasformarsi in grassi. Ecco perché questa cucurbitacea è corteggiata dai dietologi che ne consigliano il consumo a tutti coloro che vogliono mantenere il peso sotto controllo. 

Il cetriolo in cucina

L’utilizzo importante del cetriolo in cucina arriva in Europa quando, alla ricerca di un’evoluzione del gusto, si inizia a cercare una gastronomia completamente innovativa. Questa evoluzione, che appare come una vera rivoluzione in campo alimentare, porta con sé anche la valorizzazione degli ortaggi intesi come il nuovo lusso, rispetto al predominio indiscusso della carne sulle tavole nobili.

Si riscoprono così aromi, erbe, profumi e sapori più rustici, ma più veri e semplici. 

Informazioni sulla divisione Agricultural Solutions di BASF
Con una popolazione in rapida crescita, il mondo dipende sempre più dalla nostra capacità di sviluppare e mantenere un’agricoltura sostenibile e ambienti sani. In collaborazione con gli agricoltori, i professionisti del settore agroindustriale, gli esperti nella gestione degli infestanti e molti altri, il nostro ruolo è quello di contribuire a rendere ciò possibile. Questo è il motivo per cui investiamo in una solida filiera di Ricerca Sviluppo e in un portafoglio molto ampio, che comprende sementi e tratti genetici, difesa delle colture chimica e biologica, gestione dei terreni, salute delle colture, antiparassitari e agricoltura digitale. Con team di esperti in laboratorio, nei campi, nell’amministrazione e nella produzione, sappiamo coniugare un modo di pensare innovativo con azioni concrete per mettere a punto idee che funzionino nel mondo reale – per gli agricoltori, la società e il pianeta. Nel 2018 la nostra divisione ha generato un fatturato di 6,2 miliardi di euro. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Internet www.agriculture.basf.com o uno dei nostri canali sui social media.

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In BASF creiamo chimica per un futuro sostenibile. Uniamo al successo economico la tutela dell’ambiente e la responsabilità sociale. Più di 122.000 collaboratori del Gruppo lavorano per contribuire al successo dei clienti, in quasi tutti i settori industriali e in ogni Paese del mondo. Il nostro portafoglio prodotti è organizzato in cinque segmenti: Chemicals, Materials, Industrial Solutions, Surface Technologies, Nutrition & Care and Agricultural Solutions. Nel 2018 BASF ha generato vendite pari a 63 miliardi di euro. BASF è quotata nelle Borse di Francoforte (BAS), Londra (BFA) e Zurigo (BAS). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: www.basf.com.

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Ultimo aggiornamento 18 ottobre 2021